tr?id=945082922274138&ev=PageView&noscript=1 Fondo per il settore avicolo: interventi e proposte

Fondo per il settore avicolo: interventi e proposte

 


Martedì 23 gennaio, presso il Ministero della Salute, si è tenuto un importante incontro volto a definire il contenuto del Decreto attuativo che, così come previsto dalla Legge di Stabilità 2018 individuerà i criteri di attuazione e le modalità di accesso al Fondo destinato al settore agricolo, nonché le priorità di intervento che devono tener conto della densità degli allevamenti avicoli sul territorio.

Sono previsti interventi a favore delle imprese agricole di cui all’articolo 5, comma 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, operanti nel settore avicolo, danneggiate dalle epidemie di influenza aviaria volti a favorire a) la ripresa economica e produttiva oltre che b) interventi di prevenzione e di miglioramento della biosicurezza.

Le risorse del Fondo per l’emergenza avicola per la finalità di cui alla lettera a), pari a 5 milioni per l’anno 2018 e 5 per il 2019, sono di competenza del MIPAAF, mentre le risorse relative alla lettera b), pari a 10 milioni di euro per l’anno 2018 sono di competenza del Ministero della Salute e saranno così ripartite:

a. Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano: 9 milioni di euro, di cui 8 milioni di euro alle Regioni classificate ad alto rischio e 1 milione di euro alle Regioni classificate a basso rischio;

b. Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria: 1 milione di euro.

Come già comunicato nelle precedenti comunicazioni, il nostro obiettivo, avviato con la proposizione e l’approvazione dell’emendamento alla Legge di Stabilità, era quello di utilizzare parte dei fondi propri della Sanità per far ricadere alcune misure relative alla biosicurezza ed alla delocalizzazione degli allevamenti nella parte del suddetto Decreto di competenza della Salute e liberare così risorse per consentire al MIPAAF di utilizzare le proprie risorse (5 più 5 milioni nel 2018 e 2019) per concentrarsi sulle misure che non rientrano fra quelle cofinanziate al 50% dallo Stato e dalla UE.

Purtroppo l’operazione è riuscita a metà: sono stati approvati interventi per il miglioramento della biosicurezza degli allevamenti avicoli, quali: recinzioni, arco di disinfezione, dogana danese, zona filtro, adeguamenti strutturali, ma non quelli relativi alla delocalizzazione. Per questi interventi le Regioni potranno investire al massimo un percentuale del 12% della finanziamento a loro destinato.

In definitiva, le risorse della Salute, eccettuata questa quota del 12%, saranno utilizzate dal Centro di Referenza e dalle Regioni per: incremento della sorveglianza passiva sulla popolazione domestica e selvatica; attività di simulazione in campo; adozione di un programma di sorveglianza nei volatili domestici e nei selvatici; raccolta e analisi di informazioni  sull’ecologia dei volatili selvatici; costituzione di adeguate scorte di materiali necessari per la gestione degli interventi in situazioni di epidemia quali disinfettanti ecc; potenziamento e standardizzazione dei sistemi di abbattimento, distruzione, disinfezione e intervento nei focolai anche con la acquisizione di strutture mobili; stipula da parte delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, di contratti con aziende specializzate per il servizio di abbattimento, disinfezione e smaltimento degli animali.

Inoltre, è stata comunicata l’impossibilità di poter accogliere le proposte relative ad altri interventi, oltre a quello relativo alla biosicurezza, perché non conformi alle voci di spesa del Fondo Sanitario Nazionale da cui provengono i 10 milioni messi a disposizione dal Ministero della Salute.

Attualmente è stata avanzata la richiesta di un aumento della quota % destinata alle imprese per la biosicurezza, nonché l’avvio di un tavolo di coordinamento che deve vedere la presenza dei due Ministeri interessati, delle Regioni ad alta densità avicola, del Centro di Referenza e delle organizzazioni.

Si tratta di una richiesta che viene fatta da anni, perché non è più possibile affrontare il tema dell’aviaria solo a fronte di emergenze continue, manifestando ogni volta problemi e ritardi ed è necessario stabilire Linee Guida in modo da definire in maniera chiara i criteri e le priorità d’intervento.

A questo punto occorre definire con urgenza il destino dei 5 più 5 milioni del MIPAAF, per inserire al loro interno le voci dei danni che non sono ricomprese nel suddetto Decreto, facendo attenzione a non riproporre quelli che sono già stati individuati come danni indiretti che seguiranno la via della richiesta di cofinanziamento comunitario.

fonte Assoavi

SEGUICI:

logo bottom 03