tr?id=945082922274138&ev=PageView&noscript=1 consulenzaagricola.it

PAC: ecco gli importi definivi per il sostegno accoppiato 2017

29/06/2018 | Circolare n. 209/2018

 

Con la circolare n. 48080/2018, AGEA ha finalmente comunicato gli importi definitivi relativi alle domande e ai pagamenti accoppiati della campagna 2017, i cui contributi dovrebbero essere erogati agli agricoltori entro il 30 giugno 2018.

Tali adeguamenti sono stati necessari al termine delle ultime operazioni di ricalcolo che hanno determinato i nuovi valori anche alla luce delle scelte nazionali sulla PAC che, per il 2017, prevedono l’aumento del plafond per il sostegno accoppiato (dall’11% al 12%) a fronte di una contestuale riduzione di quello destinato al pagamento di base (dal 58% al 57%).

Ciò ha comportato la disponibilità di maggiori risorse per i pagamenti accoppiati per un valore prossimo ai 38 milioni di euro, risorse che verranno poi ripartite tra le varie tipologie di pagamenti che andiamo ora ad analizzare.

Frumento duro

Il premio accoppiato per la coltivazione di grano duro è previsto per i soli coltivatori localizzati nelle regioni Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Per tali produttori, sono in arrivo buone notizie: il pagamento erogato avrà importo pari a 80,70 euro/ha, un importo di 20 euro superiore rispetto a quello previsto nel 2016.

Ciò è possibile grazie all’aumento del plafond unito ad una contestuale diminuzione delle superfici coltivate a grano duro.

Soia

Per i coltivatori di soia operanti in Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, è previsto un particolare sistema di sostegno accoppiato.

Per tali soggetti è previsto un pagamento di 56,96 euro/ha.

Va evidenziato che il premio non è concesso su tutti gli ettari ammissibili, bensì:

  • è concesso integralmente per i primi cinque ettari;
  • è concesso per il 10% della eventuale superficie eccedente i successivi cinque ettari.

Colture proteaginose

I produttori di colture proteaginose operanti in Toscana, Lazio, Umbria e Marche hanno diritto ad un particolare regimi di aiuti accoppiati.

Come tali possono essere categorizzate le coltivazioni di: girasole, colza, leguminose da granella, pisello, fava, favino, favetta, lupino, fagiolo, cece, lenticchia, vecce ed erbai annuali di sole leguminose.

Per tali soggetti è previsto un pagamento accoppiato pari a 48,44 euro/ha.

Leguminose da granella

Per i produttori di leguminose da granella (pisello, fava, favino, favetta, fagiolo, cece, lenticchia, vecce ed erbai annuali di sole leguminose) operanti nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, è attribuito un particolare contributo accoppiato.

In base ai calcoli effettuati da AGEA, per tali soggetti è attribuito un pagamento pari a 22,88 euro per ettaro.

Barbabietola

Forti incentivi per gli agricoltori che decidono di coltivare barbabietole da zucchero sui loro fondi. Non a caso, nel 2017 sono stati dichiarati ben 6.000 ettari in più rispetto al 2016.

Per tali soggetti è previsto un premio accoppiato pari a 443,76 euro/ha. Si tratta di un importo molto significativo, che ha lo scopo di incentivare il mantenimento delle poche superfici italiane a barbabietola che mantengono l’attività dei tre zuccherifici ancora operanti sul territorio nazionale.

Riso e pomodoro da industria

Tra le colture per cui è previsto un contributo accoppiato il cui valore, dal 2016 al 2017, resterà praticamente invariato troviamo riso e pomodoro da industria.

Nel primo caso, per i risicoltori è previsto un pagamento pari a 96,71 euro all’ettaro; per i coltivatori di pomodoro da industria, invece, il contributo è stato conteggiato in 173,74 euro/ha.

Oliveti

Per i produttori di olive sono previste diverse tipologie di contributo.

Per coloro che coltivano oliveti nelle regioni Liguria, Puglia e Calabria è previsto un premio di base accoppiato per cui è previsto un aiuto di 112,13 euro all’ettaro.

A tale importo, gli olivicoltori di Puglia e Calabria, che conducono piantagioni su terreni aventi una pendenza media superiore al 7,5%, potranno contare anche su un pagamento aggiuntivo di 152,12 euro/ha.

Agli aiuti di cui sopra si possono poi sommare gli importi per l’olivicoltura di particolare rilevanza economica, sociale, territoriale e ambientale: tale pagamento si applica su tutto il territorio nazionale per gli oliveti che aderiscono a sistemi di qualità come DOP e IGP.

Per costoro sarà possibile accedere ad un pagamento aggiuntivo di 155,67 che si può andare a sommare sia al pagamento di base che a quello accoppiato.

Latte bovino e bufalino

Anche per gli allevatori sono previsti particolari premi accoppiati. Tra questi, evidenziamo quelli previsti per le vacche da latte appartenenti ad allevamenti di qualità.

Per tali animali, sono previsti aiuti accoppiati pari a 79,67 euro per capo, a cui può essere aggiunto l’ulteriore premio di 60,99 euro/capo per chi opera nelle zone montane.

Per chi alleva bufale da latte è previsto invece un premio di 45,97 euro per ogni capo: va evidenziato che si tratta di un importo significativamente aumentato rispetto a quelli degli anni precedenti.

Bovini macellati

Tra i premi accoppiati riconosciuti agli allevatori troviamo anche quello relativo ai bovini macellati in età compresa tra i 12 e i 24 mesi.

Giova precisare che per poter beneficiare del contributo è necessario che gli animali siano rimasti nell’allevamento del richiedente per almeno 6 mesi.

Per tali animali è previsto un premio di 36,72 euro/capo, ma è possibile accedere ad un importo supplementare di 67,52 euro/capo se alternativamente:

  • i capi sono allevati per almeno 12 mesi nell’allevamento del richiedente;
  • i capi aderiscono al sistema di qualità nazionale o regionale;
  • i capi rientrano in un sistema di etichettatura;
  • i capi sono certificati come DOP o IGP.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

SEGUICI:

logo bottom 03