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Nuova PAC, ecco la bozza! Per l’Italia tagli per 2,7 miliardi di euro

04/06/2018 | Circolare n. 177/2018

 

È tempo di novità per la Politica Agricola Comune europea: venerdì è stata presentata dalla Commissione Europea la prima bozza ufficiale di riforma della PAC per il periodo 2021-2027. E non sono buone notizie per gli agricoltori.

La bozza elaborata dalla Commissione UE, infatti, prevede un taglio complessivo del budget pari a circa 5%. La sua determinazione a prezzi costanti e non a prezzi correnti, peraltro, potrebbe far sì che la riduzione arrivi fino al 15% dell’intero bilancio PAC. Insomma, tanti soldi in meno per gli agricoltori.

Chiaramente, a farne maggiormente le spese sono i Paesi che dal regime degli aiuti comunitari ottengono i maggiori importi: tra questi c’è anche l’Italia, la quale dovrebbe subire un taglio delle risorse pari a circa il 7%, con un budget destinato di 36,3 miliardi di euro nel periodo. Di questi:

  • 24,9 miliardi saranno erogati sotto forma di pagamenti diretti;
  • 8,9 miliardi andranno allo sviluppo rurale;
  • 2,5 miliardi saranno destinati alle misure di mercato.

Al fine di consentire una più libera gestione dei fondi assegnati, la Commissione ha poi attribuito ai singoli Stati la possibilità di trasferire fino al 15% delle risorse destinate ai pagamenti diretti alle attività di sostegno allo sviluppo rurale e viceversa. Tale trasferimento, così come l’intero sistema nazionale PAC, dovrà essere fatto oggetto di uno specifico piano strategico nazionale, che dovrà essere riferito all’intero periodo e che fungerà da riferimento per il controllo dell’attività operato dall’Unione.

Per poter razionalizzare le minori risorse previste dalla nuova bozza di riforma, la Commissione ha però introdotto alcuni limiti. Tra questi si possono evidenziare:

  • la proposta di inserire un tetto massimo degli aiuti pari a 100.000 euro, con riduzioni progressive già a partire da quota 60.000 euro. In ogni caso, è stabilito l’obbligo di destinare le risorse risparmiate al fine di aiutare le aziende più piccole;
  • l’obbligo di destinare almeno il 2% della dotazione nazionale per gli aiuti diretti al sostegno dei giovani agricoltori;
  • l’obbligo di utilizzare almeno il 30% dei fondi per lo sviluppo rurale per misure ambientali e climatiche;
  • la proposta di destinare 10 miliardi di euro al progetto Horizon per attività di ricerca e innovazione nei settori alimentare, agricolo, bioeconomico e dello sviluppo rurale. Tale somma sarebbe triplicata rispetto alla PAC 2015-2020.

La bozza presentata dalla Commissione ha già scatenato reazioni di vario segno: secondo molti, infatti, i costi della Brexit non possono andare prevalentemente a carico del settore agricolo. Alcuni Stati (tra cui Spagna, Francia e Portogallo) hanno già presentato ufficiale protesta, chiedendo che venga almeno mantenuto il budget della PAC attuale.

La sensazione è che, questo dibattito, sia solo all’inizio. Non resta che vedere quali saranno gli sviluppi.

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