Promozione del vino: in arrivo contributi per i produttori

13/10/2017 | Circolare n. 321/2017


Buone notizie per i produttori vitivinicoli
: con il DM del 10 agosto 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 226/2017 del 27 settembre, il MIPAAF ha introdotto nuove misure di finanziamento per la promozione del vino in Paesi terzi. 

Si tratta di un contributo importante, che prevede l’erogazione di un importo pari al 50% delle spese sostenute per realizzare il progetto. Accanto a questa percentuale stabilita dalla disciplina UE, fondi nazionali o regionali possono attribuire un’ulteriore agevolazione pari al 30% delle spese sostenute.

Possono accedere alle agevolazioni, tra gli altri:

  • - associazioni di produttori di vino;
  • - consorzi di tutela;
  • - cooperative;
  • - reti di impresa;
  • - soggetti pubblici: come tali devono essere intesi tutti gli organismi aventi personalità giuridica di diritto pubblico o privato, esclusi Regioni, Province e Comuni;
  • - produttori di vino: con tale definizione si includono le imprese singole o associate in regola con la presentazione delle dichiarazioni vitivinicole dell’ultimo triennio, le quali ottengano i prodotti da promuovere dalla trasformazione di prodotti propri o acquistati e/o che commercializzano vino di propria produzione o di imprese associate o controllate.

All’interno del progetto di promozione che il produttore vuole porre in essere, non possono essere comprese tutte le tipologie di vino; infatti il DM, all’art. 4, prevede che la promozione agevolata riguarda solo:

  • - vini a denominazione di origine protetta;
  • - vini ad indicazione geografica protetta;
  • - vini spumanti di qualità e aromatici;
  • - vini con l’indicazione della varietà.

A seconda delle sedi operative coinvolte, i progetti possono dividersi in regionali, multiregionali e nazionali:

  • - i progetti regionali coinvolgono gli operatori con sede in una sola regione; la domanda di accesso ai finanziamenti deve essere presentata alla regione stessa che attingerà ai fondi di quota regionale;
  • - i progetti multiregionali sono riferiti ai soggetti che hanno la sede operativa in almeno due regioni; la domanda va presentata presso la regione in cui è situata la sede legale (oppure quella dell’organo comune o del soggetto avente mandato con rappresentanza) e va a valere in parte sui fondi di quota regionale ed in parte su una riserva fondi della quota nazionale;
  • - i progetti nazionali sono previsti per i produttori con sede operativa in almeno tre regioni, i quali devono presentare la domanda al MIPAAF per accedere ai fondi di quota nazionale.

A prescindere dalla tipologia di progetti posti in essere, la durata massima ammissibile è di tre anni, fatta salva la facoltà delle singole regioni di stabilire una durata inferiore. Per i contributi relativi a progetti valenti su fondi in quota nazionale, il contributo minimo ammissibile non può essere inferiore a 100.000 euro per Paese terzo o mercato (200.000 se il progetto è destinato ad un solo Paese) all’interno dell’esercizio finanziario di competenza.

Ma in concreto, quali sono gli interventi agevolabili? Il sostegno è previsto per:

  • - azioni di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità che mettano in rilievo gli elevati standard dei prodotti dell’Unione, con specifico riferimento a qualità, sicurezza alimentare o ambiente;
  • - partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni;
  • - campagne di informazione, in particolare sui sistemi delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e della produzione biologica vigenti nella UE.

Sono ammessi al contributo anche studi e analisi svolte per valutare i risultati delle azioni di informazione e promozione, ma solo nel limite massimo del 3% della spesa sostenuta.

I progetti verranno valutati in base a criteri di priorità che tengono conto dell’eventuale pregressa fruizione di tali contributi, di eventuali aggregazioni di piccole e microimprese, la richiesta di una contribuzione pubblica inferiore al 50%, l’essere un consorzio di tutela oppure la circostanza che la domanda di contributo sia presentata da un soggetto che produce e commercializza prevalentemente vini di propria produzione.

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