Niente sgravi contributivi senza il rispetto della sicurezza sul lavoro

14/09/2017 | Circolare n. 288/2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 21053 dell’11 settembre 2017 ha stabilito che il mancato rispetto della disciplina in materia di sicurezza sul lavoro comporta la revoca automatica delle agevolazioni contributive godute dall’azienda che ne ha fatto richiesta.

Il caso discusso davanti ai giudici riguardava una società a responsabilità limitata a cui veniva notificata una cartella di pagamento con cui l’ente riscossore procedeva al recupero degli importi pari agli sgravi contributivi indebitamente fruiti nel triennio precedente.

La Corte si è pronunciata in riferimento ad un accertamento ispettivo dell’INPS avvenuto in seguito ad un infortunio mortale di cui un lavoratore dipendente era rimasto vittima. A causa di tale evento si era scoperto che il datore di lavoro aveva omesso l’obbligatoria comunicazione all’ASL e all’Ispettorato del Lavoro competente del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione.

Il Responsabile (RSPP) è, ai sensi dell’art. 32 del D. Lgs. 81/2008, “persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali descritti nell'art. 32, designata dal Datore di Lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi”.

La mancata comunicazione della nomina del RSPP, secondo l’INPS, era da qualificare come un’inosservanza sufficiente a determinare la perdita degli sgravi contributivi goduti. Questa tesi è stata poi accolta anche da parte della Cassazione.

Infatti, i benefici contributivi previsti dalla L. n. 448/1998 (sgravio contributivo totale triennale per le nuove assunzioni), erano (come tutte le agevolazioni contributive) subordinate al rispetto delle prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste dal D. Lgs. n. 626/1994 oggi TU 81/2008

Secondo i giudici di legittimità, quindi, la disciplina agevolativa che prevede gli sgravi contributivi ha la finalità di incentivare le nuove assunzioni e l’allargamento della base occupazionale, ma ciò avviene solo sul presupposto che l’azienda mantenga la massima osservanza delle disposizioni in materia fiscale e della sicurezza sul lavoro.

Nel caso in esame, invece, la mancata comunicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione doveva ritenersi come una vera e propria violazione e non un mero errore di forma. Pertanto, secondo la Cassazione, tale inosservanza determina la decadenza dalle agevolazioni contributive godute.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Professionisti di riferimento

Maurizio LeoDocente Scuola di istruzione
Guardia di Finanza Roma
Gian Paolo TosoniPubblicità de Il Sole 24 ORE
Esperto in Materia Fiscale del Settore Agricolo
Luciano MattarelliEsperto in Materia Fiscale del Settore Agricolo
Angelo FrascarelliProfessore Associato
Università degli Studi di Perugia

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