Spesometro: per gli agricoltori esonerati si torna al passato

20/11/2017 | Circolare n. 358/2017

 

Qualche giorno fa, il Decreto Fiscale ha incassato la fiducia del Senato, facendo così un importante passo in vista della sua prossima approvazione.

Tra i temi trattati dal nuovo decreto, c’è anche il tanto discusso spesometro che, dopo aver creato tanti problemi a professionisti ed aziende, è stato sottoposto ad alcune semplificazioni, al fine di alleggerire il carico sugli operatori.

Per quanto riguarda specificamente il settore agricolo, la più importante novità consiste nella totale esclusione dagli adempimenti relativi alle comunicazioni degli elenchi clienti-fornitori per gli agricoltori esonerati.

Come tali, giova precisarlo, si intendono tutti i soggetti agricoli che hanno un volume di affari inferiore a 7.000 euro annui, di cui almeno 2/3 derivante dall’attività agricola. Tali soggetti, in forza della previsione di cui all’art. 34 comma 6 del decreto IVA, “sono esonerati dal versamento dell'imposta e da tutti gli obblighi documentali e contabili, compresa la dichiarazione annuale, fermo restando l'obbligo di numerare e conservare le fatture e le bollette doganali”.

Nell’ultima legge di Bilancio, il legislatore aveva imposto anche a tali soggetti, purché non operanti in zone montane (come poi meglio precisato nella risoluzione n. 105/2017 dell’Agenzia), l’invio delle autofatture di acquisto rilasciate dai cessionari.

Tale illogico adempimento, però, pare sarà soppresso dal Decreto Fiscale che ripristinerà la situazione precedente: tutti gli agricoltori esonerati, quindi, non saranno obbligati ad alcun invio documentale.

Sempre relativamente all’invio degli spesometri, il Decreto Fiscale dovrebbe escludere le sanzioni per l’errata trasmissione dello spesometro relativo al 1° semestre, a condizione che i dati corretti siano inviati entro il 28 febbraio 2018. Si tratta di una sanatoria molto attesa, in quanto viste le difficoltà registrate durante la prima sessione di invii, pareva opportuno mettere una pezza.

Senza tale sanatoria, invece, la sanzione è pari a 2 euro per ogni fattura errata fino ad un massimo di 1.000 euro ogni trimestre, riducibili della metà in caso di correzione entro i primi quindici giorni.

Se confermato nel testo attuale, poi, il Decreto Fiscale introdurrà anche alcune semplificazioni in materia di dati da comunicare. In primis, il contribuente potrà inviare i dati inserendo solo gli elementi essenziali della fattura, ovvero:

- partita IVA (o codice fiscale) dei soggetti coinvolti;

- base imponibile;

- aliquota applicata;

- imposta o tipologia dell’operazione.

Un’altra interessante semplificazione sarà il ripristino della possibilità, per il contribuente, di comunicare in via aggregata le fatture di importo inferiore ai 300 euro, mediante un documento riepilogativo.

Tra le novità, anche se non ancora confermata, pare che il contribuente potrà optare per l’attuale cadenza semestrale dello spesometro, al posto dell’ordinaria trimestralità originariamente prevista dalla norma. Per avere certezze, però, occorrerà l’approvazione del testo definitivo del Decreto, che dovrebbe arrivare nelle prossime settimane.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Professionisti di riferimento

Maurizio LeoDocente Scuola di istruzione
Guardia di Finanza Roma
Gian Paolo TosoniPubblicità de Il Sole 24 ORE
Esperto in Materia Fiscale del Settore Agricolo
Luciano MattarelliEsperto in Materia Fiscale del Settore Agricolo
Angelo FrascarelliProfessore Associato
Università degli Studi di Perugia

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