tr?id=945082922274138&ev=PageView&noscript=1 Banca Dati - Domande e Risposte

Domande e risposte

 

Vorrei sapere se per il vino Malvasia delle Lipari DOC può essere fatto un imbottigliamento in contenitori da 10 cl? In caso affermativo può essere utilizzato il tappo a fungo?

 

Siamo una società agricola semplice che oltre alla coltivazione dei campi alleva bovini da carne. Da qualche tempo abbiamo aperto il nostro spaccio aziendale, dove integriamo la vendita della nostra carne bovina con quella di suino, ovino e pollame acquistata da terzi. La domanda è, questi terzi che tipo di aziende devono essere?

 

Un coltivatore diretto che avvia l'attività nel 2018, sussistendone i requisiti, procede alla richiesta dello sgravio contributivo INPS per CD nuovi iscritti under 40, prorogato dalla Legge di Bilancio 2018.
Nel caso in cui in futuro volesse servirsi dell'attività di un coadiuvante (il coniuge) e si verificasse l'obbligo di iscrizione all'INPS anche per il coadiuvante, può per quest'ultimo godere dello stesso sgravio fino alla concorrenza dei 15.000 euro di massimale de minimis, o dovrà versare i contributi in misura piena per il coadiuvante? Nel caso fosse possibile richiedere lo sgravio anche per il coniuge, occorre presentare integrazione alla richiesta di sgravio?

 

Una sas ha svolto nel 2017 sia attività agricola (allevamento bovini x produzione latte), sia attività non agricola (consulenze tecniche).
L'unico socio accomandatario nel 2017 NON era IAP; era iscritto alla gestione INPS IVS commercianti.
La sas non poteva beneficiare nel 2017 del regime di tassazione dominicale in quanto:
1) l'oggetto sociale non contemplava solo le attività di cui all'art. 2135 cc;
2) la ragione sociale non comprendeva la dicitura "società agricola".
Chiedo se nel 2017 è possibile per tale sas adottare, per l'attività agricola, il regime IVA speciale (con % di compensazione) benché tale sas non fosse una società agricola ai fini delle IIDD.
In altri termini, tale SAS pur non essendo per il 2017 ai fini IIDD una società agricola, è considerabile ai fini Iva un "produttore agricolo" ex art. 34 DPR 633/1972 e quindi idonea ad usufruire, per l'attività agricola, del regime speciale iva ex art. 34?

 

Un allevatore di bovini, ditta individuale o società semplice, nell'annata fiscale ha ottenuto nella propria azienda una quantità di capi imponibili che eccede almeno del 50%, rispetto ai capi allevabili in funzione del reddito agrario dei terreni condotti.  
Essendo detta eccedenza piuttosto elevata, le conseguenze si limitano meramente alla fiscalità, ossia il pagamento dell'Irap sulla quota di reddito eccedente o vi sono anche altre conseguenze? Scattano altri obblighi a cui adempiere?

 

Se un soggetto agricolo in regime speciale vuole dal 2018 passare in regime Iva normale, l'Iva a credito che viene determinata dalla rettifica della detrazione per i beni strumentali e le rimanenze , può essere utilizzata già nella prima liquidazione trimestrale del 2018 oppure deve aspettare la dichiarazione Iva 2019?

 

Una società semplice agricola nel 2011 ha preso in affitto da una persona fisica un appezzamento di terreno.
Il contratto ha la durata di anni 12 ed è stato stipulato con l'assistenza delle associazioni di categoria ai sensi dell'articolo 45 della legge 203/1982.
Considerato che le parti intendono fare una integrazione al contratto originario, aggiungendo nuovi appezzamenti di terreno e rivedendo alcune clausole contrattuali, è possibile fare questa integrazione senza fare intervenire le associazioni di categoria o ciò può inficiare la validità dell'atto integrativo ?

 

Richiedo cortesemente una precisazione riguardante il termine DOLCE: si può usare in etichetta per designare un VINO GENERICO tranquillo con un residuo zuccherino superiore a 45 g/l? Può essere che il termine in questione sia riservato ai vini IGT e DOP?

 

Per un operaio agricolo a tempo determinato, con contratto di assunzione valido per diversi mesi, supponendo che per un intero mese non abbia lavorato, è comunque obbligatorio stampare il cedolino a zero?

 

Una struttura agrituristica, sita in Emilia Romagna, possiede 6 camere (12 posti letto). Di quanto terreno coltivato a vigneto senza cantina deve disporre tale azienda per presentare la documentazione corretta all’ente preposto senza ricevere alcuna decurtazione dei posti letto disponibili?

Va premesso che:

-un posto letto equivale a 12 giornate lavorative agricole;
- un ettaro di vigneto senza cantina equivale a 55 giornate lavorative;
- la norma impone l’obbligo di assegnare 20 giornate lavorative per attività ricreative.

 

In merito alla variazione colturale dei terreni agricoli per il 2017, vorrei sapere se è possibile variare la coltura di terreni agricoli che catastalmente sono censiti come seminativo, ma in realtà sono terreni coltivati a vite già da qualche decennio; terreni acquistati già impiantati, ma mai regolarizzati e regolarmente presenti sull'elenco SIAN aziendale In questo caso è possibile fare comunque la variazione della coltura? Ci saranno delle sanzioni? Ci sono delle tempistiche da rispettare?

 

Vi sono tre aziende agricole A, B e C, tutte e tre operano nel settore avicolo e della coltivazione di cereali da diversi anni, inoltre l'azienda B coltiva vigneto e la C coltiva frutteto. Le aziende A e B sono costituite in forma di società semplice, la C come ditta individuale.
L'azienda A dispone di un trattore di grossa cilindrata specifico per l'aratura dei campi, l'azienda B di un trattore ideale per il trattamento dei vigneti/frutteti, la C di un telescopico necessario per il sollevamento/spostamento di carichi pesanti.
Poiché tutte e tre le aziende effettuano lavorazioni che necessitano dell'utilizzo di tutti e tre i mezzi, ma per ovvie ragioni economiche (l'investimento sarebbe troppo oneroso quindi non sostenibile dalla singola azienda) non possono dotarsi della totalità del parco macchine, l'utilizzo delle stesse può essere regolarizzato tramite la sottoscrizione di un contratto di rete tra le tre aziende? Naturalmente la finalità sarebbe quella di migliorare la capacità produttiva delle singole aziende, che sarebbe limitata dal fatto di non disporre dei mezzi adeguati ad effettuare certe lavorazioni. Con il predetto contratto eventualmente posso anche regolarizzare la presenza in azienda del conducente del mezzo, ipotizzando che si tratti del proprietario dello stesso o socio della società proprietaria?

 

Una società che esercita allevamento bovino ed ovino allo stato brado e perciò conduce diversi terreni a pascolo, per motivi gestionali vuole inserire in società un giovane agricoltore disponibile a seguire l'allevamento.
Prima della cessione di parte delle quote societarie saranno venduti tutti i titoli storici e perciò verrà richiesta nuova assegnazione titoli Pac alla riserva fattispecie A sui terreni già in precedenza condotti.
Chiedo: può una società storica con l'entrata del giovane agricoltore fare richiesta alla riserva su terreni precedentemente condotti?
Se si, il nuovo asset societario come deve essere composto? Il giovane deve essere amministratore o deve avere la maggioranza delle quote o i soci devono essere nella maggior parte giovani?

 

Una società di capitali ha esercitato l'opzione per la tassazione su base catastale, rispettandone i requisiti previsti dalla normativa.
Se tale società svolge, oltre all'attività di coltivazione del fondo, anche una attività connessa, rientrante nell'art. 2135 comma 3 del C.c. (nello specifico prestazione di un servizio agricolo), la tassazione catastale decade?

 

Sono un imprenditore agricolo professionale, ed amministratore unico di una società agricola s.r.l. ormai da oltre 10 anni.
Ho una regolare iscrizione INPS ed INAIL a mio nome in qualità di imprenditore agricolo professionale (tale posizione viene evidenziata dai regolari versamenti che eseguo nei periodi canonici) e svolgo ormai da anni la mia qualifica in favore della società che amministro, senza però esserne socio .
Tale ruolo mi ha sempre consentito di acquistare terreni e fabbricati usufruendo ‎delle agevolazioni P.P.C. ( piccola proprietà contadina) .
Vorrei sapere se posso usufruire delle medesime agevolazioni, acquistando in proprio terreni e/o fabbricati.
Quindi, in buona sostanza, se il mio requisito di imprenditore ‎agricolo professionale mi consente di accedere a dette agevolazioni, pur continuando a svolgere il ruolo di amministratore presso l'attuale società agricola.

 

La nostra azienda ha terreni di proprietà a 70 km dalla sede di lavorazione e quotidianamente trasferiamo ortaggi grezzi tramite un vettore.
Spesso il vettore viene fermato lungo il tragitto dalle Forze dell'Ordine (carabinieri, polizia stradale) e tutti puntualmente hanno una richiesta diversa in merito ai documenti da esibire per giustificare il trasporto.
Dato per assodato che non c'è più la "bolla di accompagnamento", quando trasferiamo i nostri ortaggi grezzi dal nostro campo all'azienda, c'è l'obbligo o meno di esibire qualcosa agli agenti? C'è una norma di riferimento?

SEGUICI: