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Domande e risposte

 

È necessario, anche se la legge lo prevede ancora, tenere aggiornato il "Registro movimentazione cauzione comunitaria", quando i dati li desumo dal sito delle Dogane dove, in tempo reale, sono caricati alla compilazione dell'e-AD e scaricati al ricevimento merce (vino) dal cliente?

 

Un professionista che usufruisce del regime dei minimi previsto dall'art. 97 D.L. 98/2011 intende coltivare un vigneto di proprietà, già esistente, per la produzione di uva da vino.

Mi sembra di aver capito che la coesistenza delle due attività in capo al stesso soggetto è possibile, cioè lo svolgimento dell'attività professionale e vendita di uva da vino (attività marginale). Sono rispettati i requisiti affinché si possa usufruire del regime speciale naturale di esonero, e chiedo quanto segue: mi confermate che il professionista può utilizzare lo stesso numero di partita IVA già a disposizione anche per l'autofattura che verrà emessa dal cessionario e che non sono previste altri obblighi operativi ai fini della corretta applicazione dell'attività marginale di vendita di uva?

 

Una nostra ditta versa l'Iva mensilmente, per il mese di dicembre era a debito e il 16 gennaio 2018 ha versato l'Iva. Ora devo registrare l'Iva di gennaio e ho alcune fatture datate 2017. Come devo procedere visto che non ho la data certa della consegna in quanto alcune le ho ricevute anche a mano? Posso ugualmente registrarle nel 2018 e portarle in detrazione nell'Iva di gennaio? Oppure devo portarle in detrazione nel 2017?

 

Ho una ditta che non ha pagato l'acconto Iva. Con il metodo storico avrebbe dovuto pagare euro 3.084,08. Ora effettuando la liquidazione definitiva sarebbe a debito di euro 2.100,00, potrei calcolare l'88% di 2.100,00 e indicare nella liquidazione Iva come metodo previsionale euro 1.848,00 che poi gli farò versare con ravvedimento?

 

Greening e coltivazione riso: nella Vostra circolare n. 47/2018 è riportato, al fine del rispetto del greening, che “sui seminativi restanti la coltura principale non occupi più del 75% di tali seminativi”. Pertanto una azienda di 100 ettari può coltivare ha 75 a riso, ha 18 ancora a riso e ha 7 ad altri seminativi. Quindi una azienda non può coltivare il 100% della sua superficie riso?

 

Vorrei sapere se per il vino Malvasia delle Lipari DOC può essere fatto un imbottigliamento in contenitori da 10 cl? In caso affermativo può essere utilizzato il tappo a fungo?

 

Siamo una società agricola semplice che oltre alla coltivazione dei campi alleva bovini da carne. Da qualche tempo abbiamo aperto il nostro spaccio aziendale, dove integriamo la vendita della nostra carne bovina con quella di suino, ovino e pollame acquistata da terzi. La domanda è, questi terzi che tipo di aziende devono essere?

 

Un coltivatore diretto che avvia l'attività nel 2018, sussistendone i requisiti, procede alla richiesta dello sgravio contributivo INPS per CD nuovi iscritti under 40, prorogato dalla Legge di Bilancio 2018.
Nel caso in cui in futuro volesse servirsi dell'attività di un coadiuvante (il coniuge) e si verificasse l'obbligo di iscrizione all'INPS anche per il coadiuvante, può per quest'ultimo godere dello stesso sgravio fino alla concorrenza dei 15.000 euro di massimale de minimis, o dovrà versare i contributi in misura piena per il coadiuvante? Nel caso fosse possibile richiedere lo sgravio anche per il coniuge, occorre presentare integrazione alla richiesta di sgravio?

 

Una sas ha svolto nel 2017 sia attività agricola (allevamento bovini x produzione latte), sia attività non agricola (consulenze tecniche).
L'unico socio accomandatario nel 2017 NON era IAP; era iscritto alla gestione INPS IVS commercianti.
La sas non poteva beneficiare nel 2017 del regime di tassazione dominicale in quanto:
1) l'oggetto sociale non contemplava solo le attività di cui all'art. 2135 cc;
2) la ragione sociale non comprendeva la dicitura "società agricola".
Chiedo se nel 2017 è possibile per tale sas adottare, per l'attività agricola, il regime IVA speciale (con % di compensazione) benché tale sas non fosse una società agricola ai fini delle IIDD.
In altri termini, tale SAS pur non essendo per il 2017 ai fini IIDD una società agricola, è considerabile ai fini Iva un "produttore agricolo" ex art. 34 DPR 633/1972 e quindi idonea ad usufruire, per l'attività agricola, del regime speciale iva ex art. 34?

 

Un allevatore di bovini, ditta individuale o società semplice, nell'annata fiscale ha ottenuto nella propria azienda una quantità di capi imponibili che eccede almeno del 50%, rispetto ai capi allevabili in funzione del reddito agrario dei terreni condotti.  
Essendo detta eccedenza piuttosto elevata, le conseguenze si limitano meramente alla fiscalità, ossia il pagamento dell'Irap sulla quota di reddito eccedente o vi sono anche altre conseguenze? Scattano altri obblighi a cui adempiere?

 

Se un soggetto agricolo in regime speciale vuole dal 2018 passare in regime Iva normale, l'Iva a credito che viene determinata dalla rettifica della detrazione per i beni strumentali e le rimanenze , può essere utilizzata già nella prima liquidazione trimestrale del 2018 oppure deve aspettare la dichiarazione Iva 2019?

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