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Domande e risposte

 

Il proprietario di un terreno su cui insiste un pozzo irriguo è il socio unico di una SRL agricola unipersonale (con un amministratore esterno), a cui intende concedere in affitto il terreno stesso. Recentemente ARPAE (l'agenzia incaricata dalla Regione Emilia-Romagna) ha rinnovato la concessione della derivazione di acque pubbliche al proprietario sino al 2025, imponendo alcuni adempimenti quali l'apposizione del misuratore di consumo con specifiche regolamentazioni e responsabilità. Va precisato, per inciso, che il proprietario possiede una partita IVA agricola ma al momento non è effettivamente operativa, poiché ha recentemente conferito l'azienda di cui era titolare come ditta individuale alla SRL agricola citata. Il contratto di concessione con ARPAE coinvolge peraltro il proprietario come privato indicandone il codice fiscale ma non la partita IVA.

E' opportuno che il contratto di affitto del terreno abbia come oggetto anche il pozzo ivi ubicato? Ovviamente verrà utilizzato per l'irrigazione dei terreni del socio in uso alla società agricola, ma questo nuova titolarità aggiunta del pozzo (società affittuario) potrebbe avere come effetto  indesiderato complicate modifiche anche al contratto di concessione della derivazione da parte di ARPAE. Ci sono obblighi al riguardo?

 

Mio figlio (anni 33) è il rappresentante legale della società semplice costituita nel mese di settembre 2017 ed in tale società ha il 51% di partecipazione agli utili. Il tutto è stato fatto per partecipare al bando relativo al PSR dell'Emilia Romagna per incentivi ai giovani con meno di 40 anni. Ieri ha stipulato contratto di affitto di circa 7 ettari di terreno e, per questo, chiedo se in tal caso si può registrare il contratto a tassa fissa di 67 €.

Qualcuno mi dice che tale agevolazione è applicabile solo per le ditte individuali di giovani. Mi sembra un assurdo in quanto lui è il rappresentante legale della società ed ha anche la percentuale maggioritaria per la ripartizione degli utili. Chiedo a voi come è bene che io mi comporti.

 

Un'azienda agricola nel 2017 ha inserito un giovane di 39 anni e ha richiesto il premio supplementare sui titoli Pac. Il giovane non ha fatto domanda di primo insediamento. Per quanti anni l'azienda potrà usufruire del premio giovani? Anche dopo il compimento del 40mo anno?

 

Ho letto che l'applicazione dell'Omnibus prevede un pagamento per i giovani agricoltori attraverso l'aumento del 50% del premio base (Fattispecie A) .

Non mi è chiaro quale sia la data di riferimento poichè non mi è chiaro quale sia la domanda a cui fare riferimento.

Ecco un esempio:

1* caso: ho presentato domanda unica senza chiedere il premio giovani nel 2015: oggi posso fare domanda? Per quanto anni mi aspetta l'aumento del 50%?

2* caso: ho presentato domanda unico con il premio giovani nel 2015: oggi come mi devo comportare?

3* caso: ho presento domanda per la prima volta quest'anno: è corretto chiedere sia l'assegnazione titoli da riserva (Fattispecie B) e premio giovani (Fattispecie A)?

 

Nella tenuta del fascicolo aziendale nell'ambito della Domanda Unica, nella conduzione dei terreni è prevista la fattispecie di comodato con la tipologia di documento: dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante la qualità del comodatario, gli estremi del fondo e le generalità del proprietario comodante. Tale documento è soggetto a registrazione presso l'Agenzia del territorio oppure si può applicare la Risoluzione del 6 febbraio 2001, n. 14/E della stessa Agenzia?

 

Alla banca nazionale dei titoli possono sicuramente accedere Giovani agricoltori e Nuovi agricoltori che inizino l'attività agricola. Può accedere alla riserva un giovane che entra in società semplice con altra persona e il giovane è rappresentante legale?

 

Sono proprietario di un’abitazione  composta di 2 appartamenti che concedo in comodato a mio figlio il quale a sua volta affitta un appartamento ad un terzo. È corretto che io dichiari il canone d’affitto percepito da mio figlio?

 

Una società agricola è composta da due soci, fratello e sorella, ciascuno dei quali detiene il 50% delle quote. Il fratello è Imprenditore Agricolo Professionale (IAP) ed amministratore della società; la sorella per poter lavorare all’interno dell’azienda dovrà essere anch’essa IAP. Il quesito è: la sorella può diventare IAP da semplice socio oppure dovrà diventare anche lei amministratore?

 

Sono il consulente di una azienda agricola in regime speciale che vende i propri prodotti (ortaggi) al consumatore finale. La stessa utilizza i sacchetti biodegradabili e provvede ad annotare separatamente l’importo degli stessi nel registro dei corrispettivi. 
Si ritiene che debba provvedere al versamento dell’Iva ad essi riferibile, aliquota al 22%? Oppure seguirà l'aliquota del bene principale quindi al 4% come di norma avviene quando un imballaggio è un bene accessorio a quello principale?
Un altro problema ad oggi è che il programma contabile che si utilizza per  la registrazione delle operazioni fiscali, non consente di caricare beni che stanno al di fuori della Tabella 1 quando l'agricoltore è in regime speciale.

 

Una società semplice agricola, a seguito del recesso di un socio, acquisisce la qualifica di coltivatore diretto essendo i soci rimasti per la maggior parte coltivatori diretti.
La domanda a cui non ho trovato risposte univoche è la seguente:
- in caso di vendita dei fondi confinanti a quelli già in mio possesso, la prelazione agraria spetta da subito o trascorsi due anni dall’atto di recesso a seguito del quale io ho acquisito la qualifica di coltivatore diretto?
- in caso di vendita dei fondi da me condotti in affitto anche prima dell’assunzione della qualifica, devo sempre attendere due anni dalla data dell’atto?

 

Vorrei avere un vostro parere in merito alla corretta aliquota da applicare alle erbe aromatiche in vaso diverse da quelle previste dalla tabella A parte II-bis (basilico rosmarino e salvia).
Nell'approfondimento del 04/05/2018 a vostro avviso è il 22%, come peraltro sostenuto dall'Agenzia delle Entrate, in una vostra risposta del 11/04/2017 per il prezzemolo avevate indicato il 4% probabilmente in base alla tabella A parte II n. 5-6.
A mio modesto avviso potrebbe anche essere il 10%, come tutte le altre piante allo stato vegetativo ex tabella A parte III n.20.

 

Sono legale rappresentante di una Soc.Sempl.Agr. che coltiva vigneti, produce e vende vini. A titolo personale gestisco un altra attività, con partita IVA personale, come affittacamere situato nel centro del paese e per questo non configurabile come agriturismo.

Esiste la possibilità per la Soc.Sempl. Agr. di gestire un'attività di affittacamere ed evitare così di avere due attività aperte? Di per sé sono già connesse perchè gli ospiti acquistano i vini della Soc. Agricola.

 

Sono in procinto di prendere in affitto un’azienda agricola come persona fisica ditta individuale. Vorrei sapere le differenze dal punto di vista fiscale e civilistico fra essere iscritto o meno come Imprenditore agricolo (IAP)

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