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Approvato il decreto attuativo per i pagamenti PAC 2015

25/02/2015 | Circolare n. 58/2015

La conferenza Stato – Regioni, svoltasi nei giorni scorsi, ha approvato il provvedimento che ha dato il via libera al Decreto Ministeriale di applicazione dei pagamenti diretti della PAC 2015. 

Il decreto contiene le norme applicative e definisce nel dettaglio i criteri per l’attuazione nazionale della politica agricola comune previsti, in via generale, dal D.M. 18 novembre 2014.

Agricoltore attivo

Per quanto concerne l’Agricoltore Attivo, la norma prevede che, per coloro che abbiano attivato una partita Iva in campo agricolo successivamente al 1° agosto 2014, il requisito di agricoltore in attività è dimostrato se soddisfatto uno dei requisiti previst dall’art. 13 del regolamento UE 639/2014, che sono:

  • L’attività agricola non deve essere insignificante, nel senso che l’importo annuo dei pagamenti non dovrà essere inferiore al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’esercizio fiscale più recente per cui sono disponibili le prove;
  • L’importo totale dei guadagni agricoli non dovrà essere inferiore ad una soglia decisa dagli Sati membri e comunque non superiore ad un terzo dell’importo totale dei proventi ottenuti nell’anno fiscale più recente.

In buona sostanza, spetterà all’agricoltore dimostrare che i redditi derivanti dall’attività agricola sono superiori dai redditi extragricoli.

Premio accoppiato per il latte

Per quanto concerne il latte, la platea dei beneficiari è stata ristretta.

Il premio accoppiato sarà assegnato esclusivamente a quei produttori i cui capi fanno parte di allevamenti iscritti nei libri genealogici o nel Registro anagrafico delle razze bovine e iscritti ai controlli funzionali latte, che partoriscono nell’anno e che i cui vitelli sono identificati e registrati in base alla normativa dell’etichettatura bovina.

Stando a quanto previsto dal D.M. 18 novembre 2014, il criterio per l’assegnazione della quota può essere individuato o mediante la resa media produttiva stabilita a livello territoriale ovvero scegliendo una diversa modalità per l’individuazione degli allevamenti, finalizzata a semplificare gli oneri della gestione e del controllo della misura.

La quota sarà comunque pari al 17,50% dell’importo annuo destinato al finanziamento del sostegno accoppiato.

Piano culturale aziendale

Sono stati inseriti anche i dettagli circa il piano culturale aziendale, che gli agricoltori dovranno depositare nel fascicolo aziendale entro la data di presentazione della domanda Unica.

Esso dovrà contenere, per ciascuna superficie a seminativo, le informazioni relative a genere, specie ed epoca di semina ovvero di trapianto delle colture.


Agli agricoltori che hanno aderito al regime per i piccoli agricoltori, e che non richiedono ulteriori aiuti, sarà consentito  detenere un fascicolo aziendale aggiornato in forma semplificata, il cui contenuto informativo e documentale sarà obbligatorio limitatamente ad alcune informazioni.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Professionisti di riferimento

Maurizio LeoDocente Scuola di istruzione
Guardia di Finanza Roma
Gian Paolo TosoniPubblicità de Il Sole 24 ORE
Esperto in Materia Fiscale del Settore Agricolo
Luciano MattarelliEsperto in Materia Fiscale del Settore Agricolo
Angelo FrascarelliProfessore Associato
Università degli Studi di Perugia

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